Torino chiede al governo di chiudere il Cie

La città di Torino non vuole il Cie. La mozione – che impegna il sindaco e la giunta a chiedere al governo la chiusura del centro di corso Brunelleschi – è stata approvata a maggioranza nel consiglio comunale con 18 voti (Pd e Sel, compreso il voto del sindaco Piero Fassino) contro 11 (centrodestra e Cinque stelle). Torino è la prima grande città a giungere a una votazione in questo senso.
Il presidente Pd della commissione Diritti umani del Senato Luigi Manconi definisce il fatto: “un’utile indicazione perché si arrivi alla chiusura di questi centri, che si sono dimostrati negli anni un autentico fallimento: inefficaci rispetto allo scopo, onerosi per i costi che comportano, lesivi dei diritti umani di quanti vi sono trattenuti”.
La mozione è stata firmata da Marco Grimaldi e Michele Curto di Sel e dai democratici Lucia Centillo, Domenica Genisio, Laura Onofri, Marta Levi e Mimmo Carretta. L’opposizione di centrodestra e il Movimento Cinque Stelle hanno votato contro la chiusura del centro. I Moderati si sono astenuti. “I Cie – scrive il Consiglio comunale – oltre a essere degradanti della dignità umana sono eticamente ingiusti, perché comportano una restrizione della libertà personale senza reato, sanzionando la mera irregolarità amministrativa”.
Leggi o scarica la proposta “Cie e dintorni: la speranza è frutto di fatica e coraggio” pubblicata su Storie di Questo Mondo nel 2013 che mette profondamente in discussione l’istituzione dei Cie e l’attuale gestione dei cosiddetti “migranti irregolari”.

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